La Pat pronta ad abbattere l'orso M90, Lav: "Fugatti continua a fare 'l'ammazza selvatici'. Per fare prevenzione si attende un altro morto?"
L'associazione punta il dito contro la Provincia che non ha fatto alcuna azione di prevenzione che comprende, ha spiegato Stefani “anche un monitoraggio attento del territorio da parte del Corpo Forestale Provinciale e l’uso del potere di ordinanza, strumento in mano ai sindaci"

TRENTO. “La politica ammazza selvatici di Fugatti colpisce ancora: invece di complimentarsi per il corretto atteggiamento degli escursionisti, invece di complimentarsi con il pronto intervento di altri cittadini, dichiara di voler uccidere M90, orso 'problematico' secondo la provincia. Ancora però attendiamo un qualunque segno di voler attuare un piano di prevenzione, sensibilizzazione e informazione dei cittadini, che consenta di evitare che situazioni normali, si trasformino inevitabilmente in situazioni di pericolo”. A dirlo è Simone Stefani, vicepresidente Lav e responsabile Lav del Trentino in merito alla decisione della Provincia di procedere, dopo i dovuto approfondimenti a chiedere la rimozione di M90 tramite abbattimento.
Ieri pomeriggio una coppia di escursionisti, lungo una strada forestale nel comune di Mezzana, in Trentino, ha incontrato un orso poi individuato come M90. I due hanno correttamente iniziato ad indietreggiare lentamente e hanno fatto anche rumore, e sono stati subito raggiunti da persone che a bordo di moto hanno fatto altrettanto rumore. Non ci sono state vittime e il comportamento usato dalla coppia è stato corretto. Informata Ispra, la Provincia sta però lavorando per ricostruire i fatti e accertare con sicurezza quanto accaduto al fine di perfezionare la richiesta di rimozione tramite abbattimento (QUI L'ARTICOLO)
La Lav punta il dito contro la Provincia che non ha fatto alcuna azione di prevenzione che comprende, ha spiegato Stefani “anche un monitoraggio attento del territorio da parte del Corpo Forestale Provinciale e l’uso del potere di ordinanza, strumento in mano ai sindaci – se davvero motivati ad evitare questi incontri - che permetterebbe di vietare, a tutela dell’incolumità pubblica, l’accesso a determinate aree per determinati periodi dell’anno e in particolari condizioni” .
Per la Lav il Presidente Maurizio Fugatti continua invece ad accusare gli animali, colpevoli solo di essersi comportati come tali e “di essersi difesi dall’ingerenza umana”. “La convivenza pacifica tra umani e altri animali è possibile, basterebbe volerla realizzare- conclude LAV – ma c’è chi non sente ragioni fuorché quelle della violenza e della vendetta. Cosa aspetta, però, che ci sia un altro morto?”














